lunedì 21 settembre 2009

L'agenda rossa di Paolo Borsellino

Libro imperdibile sull'omicidio di Paolo Borsellino. Dopo l'autobomba fatta saltare in via D'Amelio il 19 luglio 1992, la domanda che questo libro si pone è: chi sono stati i "mandanti occulti" delle stragi '92-'93? (cfr. Mafiopoli di Antonio Salmeri).
I parenti e molti colleghi magistrati di Borsellino hanno più volte visto l'agenda rossa su cui il giudice palermitano appuntava i suoi pensieri, le sue riflessioni sulle indagini, i suoi appunti processuali e i suoi impegni. La portava sempre con sé, quell'agenda, soprattutto negli ultimi tempi, soprattutto dal 1° luglio 1992. È questa la data in cui, impegnato col pentito Mutolo (incontro che subì numerosi tentativi di boicottaggio da parte del Procuratore di Palermo Pietro Giammanco), che dice di avere informazioni «scottanti» sulla morte di Giovanni Falcone e sui rapporti mafia-politica, Borsellino riceve una telefonata: l'interlocutore lo invita a recarsi immediatamente al Viminale. Tuttora non si sa con certezza chi abbia incontrato quel giorno. Né si sa che fine abbia fatto quell'agenda rossa che, riposta nella borsa di pelle quando uscì dalla casa della madre, non fu mai ritrovata, a differenza della borsa, ancora integra, nelle macerie dell'esplosione. Solo una foto. Un uomo che pochi istanti dopo l'esplosione si allontana con la borsa del magistrato. Si allontana con una borsa che, nonostante lo spostamento, sarà rinvenuta tra il sedile posteriore e quello anteriore della macchina del giudice Paolo Borsellino. Senza agenda.

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