"La crisi è un fatto psicologico, ce la siamo già lasciata alle spalle, non dovete aver paura di spendere"
(Silvio Berlusconi)
"La crisi al momento è destinata solo a peggiorare, ma lavorando insieme saremo in grado di risalire"
(Barack Obama)
Ma questa crisi economica e finanziara, che cos'è??
Tutti ne parlano, la odiano, la combattono, la temono, ne sono condizionati.
Ma in realtà, a parte gli economisti, nessuno sa veramente quello che dice.
Per capire che cos'è questa crisi e che impatto ha sulla nostra vita, innanzitutto dobbiamo precisare dove è nata, questa crisi, e in che modo.
La crisi nasce negli stati uniti a seguito di 3 fattori principali:
1) Poco risparmio interno, con conseguente indebitamento estero
2) Poca manifattura interna: troppe importazioni
3) Politica monetaria espansiva e viarata in modo troppo drastico
Vediamo che significano questi tre punti.
Il poco risparmio interno significa che le famiglie americane non tengono mai i soldi fermi in banca, ma piuttosto li reinvestono nel modo più sicuro che conoscono: comprando titoli di Stato a basso costo dalla Federal Reserve (banca centrale degli usa). (rapporto debito famiglie/PIL è 80 %) Questo significa che se i titoli di Stato crollano, le famiglie diventano improvvisamente povere, e la pressione fiscale non basta più a sostenere le spese dello Stato, che a questo punto vende i propri titoli ai Paesi esteri (debito estero).
La poca manifattura interna significa che gli USA non producono i beni di prima necessità, quali ad esempio i prodotti alimentari, le auto, i mobili, etc.. e dunque devono importarli dall'estero, indebitandosi ancora di più.
Infine la politica monetaria espansiva significa questo: La federal reserve prestava denaro alle banche con tassi di interesse particolarmente bassi (fra lo 0 e il 2 %), e quindi le banche stesse potevano poi prestarli ai cittadini con interessi particolarmente vantaggiosi, e senza chiedere garanzie in cambio.
Quando quest'ultimo punto si verificò essere speculativo e dunque sbagliato, i tassi variarono all'improvviso in maniera talmente drastica che le famiglie non riuscirono più a sostenere i nuovi tassi, dichiarando cosi fallimento e di fatto smettendo di pagare il mutuo. Poichè le banche non avevano chiesto garanzie, si ritrovarono con in mano il nulla, perchè non c'era modo di rivalersi sui mancati pagamenti delle famiglie.
Allora cosa facevano, cercavano di vendere questi mutui (di fatto vuoti, cioè mutui che non verranno mai pagati) ad altre banche tentando di fregarle, e cosi via, chi si ritrovava con la patata bollente la passava agli altri, in questo modo hanno fatto il giro del mondo!
Ora, mettiamo in relazione l'Italia con questo meccanismo e vediamone gli effetti.
Bisogna capire che noi italiani siamo l'esatto contrario delle famiglie americane, ossia tendiamo a risparmiare moltissimo denaro senza investirlo nei titoli di stato appunto. Poichè la banca centrale vende pochi titoli in Italia, non ha molta disponibilità per comprare quelli esteri, e cosi il caso ha voluto che noi fossimo il paese con meno titoli degli USA in tutta europa.
Tradotto: come stato (e quindi anche banche) non abbiamo prestato soldi a nessuno, o ne abbiamo prestati veramente pochissimi, esattamente il 3%.
Se considerate che la Germania arrivò all'82 %, potete capire quanto l'impatto da noi vissuto fosse inferiore rispetto agli altri paesi, che all'improvviso si ritrovarono senza l'82% dei loro soldi!
Noi abbiamo perso soltanto il 3%, ma ciò non significa che la Crisi non sia stata devastante lo stesso.
Infatti quel 3%, che per la germania potrebbe essere insignificante, per noi è essenziale! Per capire questo dovete ragionare sul dato interno, infatti la crisi ha spostato l'attenzione sul debito estero mettendo in ombra il debito pubblico.
E in questo secondo campo stravinciamo noi, con ben il 105 % di indebitamento dello Stato nei confronti dei suoi cittadini, un record assoluto in europa.
La situazione quindi è: Stato indebitato tantissimo con le famiglie che invece sono indebitate molto poco.
Ora lo stato cerca di pagare il suo debito con noi, ma quando è venuto a mancare questo 3% è stato un colpo durissimo, perchè ha innescato un crollo vertiginoso dei titoli di stato italiani.
La situazione dell'Italia è quella di un paese dai troppi dualismi, con ritardi strutturali che durano da decenni, un debito pubblico stellare, un enorme deficit energetico (80 miliardi di euro l'anno), un divario Nord/Sud pazzesco (il reddito pro-capite del nord è il doppio di quello del Sud), e una bassa qualità della spesa pubblica (a causa della burocrazia, della lentezza del diritto e dell'evasione fiscale). Ma noi siamo un paese che non ha solo debolezze, bensi ha i suoi punti di forza nella manifattura interna, nel crescente e costante turismo, nelle sue famiglie risparmiatrici, nelle banche parsimoniose e in un indebitamento estero basso.
Ebbene, io sono in grado di dirvi che l'Italia potrebbe diventare il più forte paese europeo se solo si impegnasse in 4 punti:
1) Congelamento del debito pubblico
2) Potenziamento del Sud, enorme risorsa della nostra nazione, che se ben realizzato ci renderebbe autosufficenti energicamente ad esempio.
3) Miglioramento della spesa pubblica, azzeramento o quasi delle spese burocratiche, lotta all'evasione fiscale con norme rigide e abolizione degli scudi fiscali.
4) Lotta totale al fenomeno mafioso.
Non lasciatevi ingannare dalle televisioni, la crisi c'è, soltanto che noi la viviamo in un modo diverso dagli altri Paesi, e che noi la stiamo sottovalutando.
Non ci sono ammortizzatori sociali per le classi a rischio (precari ad esempio), anzichè combattere l'evasione si fanno in continuazione nuovi scudi fiscali, anzichè combattere la mafia si cerca di ostacolare le indagini sulle stragi del 92-93, e anzichè azzerare la spesa burocratica si regala la pensione a un parlamentare dopo due anni e mezzo di mandato.
Soltanto noi possiamo renderci conto di tutto questo!
Il 4 ottobre nascerà il Movimento di Liberazione Nazionale. Invito tutti voi ad aderire fin da subito, a seguirlo e a sostenerlo. I partiti hanno rovinato l'Italia, hanno trasformato il Paese in una torta da dividere fra di loro, e hanno focalizzato l'opinione pubblica soltanto su se stessi, spostandola dai reali problemi.
Io vi dico una cosa: se il movimento di liberazione nazionale arriverà a governare le regioni e il Paese, dei processi a Berlusconi potremo anche fregarcene, della ricerca e persecuzione dei partiti potremo anche scordarci, perchè allora dovremo pensare ai problemi reali del paese.
Si fa troppa filosofia, troppa teoria su discussioni morali,civili, penali o televisive, ma non ci si occupa e non ci si informa sui problemi REALI.
Ve lo ripeto: quando arriveremo a governare la nostra priorità dovrà essere il Paese, perchè più passa il tempo e più la situazione si aggrava e richiede un intervento urgente ed efficente.
Quando avremo curato il nostro paese, allora potremo discutere di questione morale,civile o penale.
Prima, non lasciamoci distrarre, perchè se lo faremo verremo annientati!
"Non metterti mai a discutere con uno stupido, prima ti trascina al suo livello e poi ti batte con l'esperienza"
Nel nostro caso gli "stupidi" sono i Berluscones, che prima ti fanno scadere nella loro volgarità e poi ti battono con l'uso dei giornali.
Passate parola, alla prossima.
PS: Articolo documentato grazie a una lezione del prof Alberto Quadrio Curzio (Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano) venerdi 11 settembre 2009 presso il conservatorio di Santa Chiara, in San Miniato.
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