"E Cinisi quel luogo disgraziato,
perchè ogni poveretto che ci vive
è rotto, brutto e col culo sfondato.
Perchè, diss'io, questo loco è inumano?
Perchè da trent'anni quasi tutti
votano il partito democristiano.
E poi arrivammo al centro di Mafiopoli,
la lurida città si diligente,
dov'erano color che nella bocca puzzano
per i cul che han leccato.
E il mio maestro: volgiti, che fai??
Vedi il vicesindaco s'è desto:
dalla cintola in su tutto il vedrai.
Oh tu che di mafiopoli sei il vice,
gli dissi, che ci fai in questo loco?
Lasciami stare triste ei mi dice,
qui son dannato a soffrir di tifo,
tantai di spostar lo campo sportifo,
e tutti ora mi dicono: che schifo!"
Cosi Peppino Impastato ,trasfigurando la Divina Commedia, si rivolgeva al vicesindaco della sua cittadina, Cinisi, in una delle tante puntate di Radio Aut. E da lui voglio prendere spunto per parlare del tema di oggi, un tema molto complesso, che riguarda il grande gioco di Mafiopoli.
Perchè vedete, alla fine Mafiopoli è come un gioco, se qualcosa va storto puoi sempre rubare alla banca, e se il giro non ti è piaciuto passi dal Via! e ricominci quando ti pare. Ma andiamo con ordine: per poter capire come funziona Mafiopoli è necessario fare un passo indietro, al 17 Febbrario 1992, anno della Svolta.
Come alcuni Italiani sanno il 92 fu l'anno di Tangentopoli, lo scandalo che investì e travolse tutta la politica italiana, senza esclusione di colpi, e che, radendo al suolo il vecchio sistema, permise di instaurarne uno nuovo.Infatti Tangentopoli non scoppiò per caso. Non avvenne nè per caso nè perchè le bugie hanno le gambe corte: avvenne perchè era stato deciso cosi. Da chi? Dalla Mafia, naturalmente. Loro avevano messo in piedi il vecchio sitema politico, creato personaggi come Andreotti, Craxi e anche il PCI, e Loro vi posero fine. Perchè? Semplicemente, non gli serviva più, anzi non gli bastava più. È nelle regole di Mafiopoli: se la politica smette di leccarti il culo, tu sveli le sue minchiate e la sostituisci. Facile, pulito, vantaggioso, sicuro. E infatti Cosa Nostra comincia ad operarsi per creare un'alternativa politica, che in quel momento era identificata con il partito del sud, Sicilia Libera, e per fare paura allo Stato, compie le due stragi, con l'obbiettivo di "fare la guerra per fare la pace". Poi, l'idea. Dovete sapere infatti che i mafiosi del sud non erano gli unici a pensare ad alternative politiche: una mente ben più brillante, in trasferta al nord, ebbe l'idea denominata poi "Forza Italia": stiamo parlando del mafioso Marcello Dell'Utri. Bene, Dell'utri partorisce questo partito, ne parla con alcuni suoi "amici" e l'idea arriva alle orecchie di Bernardo Provenzano, il quale pensa bene di prendere due piccioni con una fava, chiama Vito Ciancimino e gli dice: "Scrivi!" E comincia a dettare una lettera indirizzata a nientepopodimenoche al palazzinaro Silvio Berlusconi ( nel 93 Berlusconi era un imprenditore e un palazzinaro, niente di più) dove gli chiede una televisione in cambio del suo appoggio politico ("che non sarà di poco", scrive Provenzano).
Se non avesse accettato, ci sarebbe stato "un luttuoso evento". Tradotto: Sappiamo che entrerai in politica, tu dai una mano a noi, e noi la diamo a te. Se non lo farai è meglio che ti levi del tutto di torno o sono guai.
Immaginate la faccia del povero Berlusconi mentre leggeva quelle righe: lui non aveva idea che dell'utri facesse sul serio, nè tantomeno si aspettava ingerenze tanto forti, anche perchè lui credeva che a sapere della cosa fossero soltanto in tre (Lui, Dell'utri e Confalonieri). "Le solite cose di Dell'utri, prima fa e poi avverte!" Eh vabbè, comunque Silviuccio non la prende tanto male, visto che accetta l'offerta con effetto praticamente immediato. Da cosa lo affermiamo? Da due clamorose evidenze: 1) Subito dopo aver parlato con Mr B. (vi dice niente questo termine, Mr B.?) la Mafia indice una sorta di "Primarie di Cosa Nostra", dove Provenzano parla a tutte le famiglie mafiose dell'isola e illustra i due progetti politici. La riunione dura poco perchè è già tutto deciso: la Mafia approva Forza Italia e Sicilia Libera finisce nel cesso, perchè, come raccontano i pentiti, "Provenzano ci disse che con Dell'Utri siamo in buone mani" . E meno male. 2) Dal 94 al 2000 tutte le reti Fininvest cominciano (misteriosamente) ad accanirsi con violenza contro la procura antimafia di Palermo, in particolare contro la figura del Procuratore Caselli; gli attacchi cessano nel 2000, quando Grasso diventa Procuratore di Palermo insieme al Procuratore aggiunto Pignatone. Perchè smettono? Perchè i due sono amici di famigghia, è ovvio. Infatti la lettera da cui scopriamo i contatti di zio Silvio con zu Bernardo non è stata trovata nè ieri, nè la settimana scorsa, bensì nell'anno domini 2005, quattro anni fa! La lettera è saltata fuori dalle "stanze oscure" della procura, poichè da alcuni c'è stato il cambio della guardia a Palermo con l'arrivo di Francesco Messineo. Allora uno dice, ma Grasso e Pignatone, che fecero un tale atto di omertà, adesso che fine hanno fatto? Promossi, naturalmente. Grasso è Procuratore nazionale antimafia, mentre Pignatone è Procuratore capo di Reggiocalabria. In futuro li aspetta ovviamente il Parlamento, ma voglio dare loro un consiglio: Ragazzi, è meglio che compiate un altro reato o due, cosi che loro siano sicuri del vostro merito: mica possono entrarci tutti i delinquenti in Parlamento, prendono solo gente selezionata!
Bene, chiarite le origini politiche di Silvio, adesso torniamo a Mafiopoli. Dicevamo che Berlusconi cede le tv, la Mafia da le chiavi dello Stato, e siamo tutti contenti. Si alternano vari governi, ma no problem, la Mafia è bipartisan: infatti se con Silvio è tutto ok, gli altri sono facilmente ricattabili grazie alle vicende non scoperte di tangentopoli e agli accordi che portarono all'eliminazione di Falcone e Borsellino, quindi sono anni d'oro per la Mafia. Il fatto è che adesso Loro si sono stancati, e vogliono di nuovo mutare la pelle del serpente.
Lo stanno già facendo, è un processo in corso, basta seguirne il corso: 1) La nomina di Lombardo e Miccighè a nuovi eroi del sud, e il drastico calo di consensi al PDL proprio a partire dal Sud (cfr elezioni europee) 2) La comparsa di questa lettera del 93 (che è stata tagliata a metà, immaginate se trovassimo il resto!) e le sconcertanti dichiarazioni del figlio di Ciancimino, Massimo, che svela altre lettere fra Berlusconi e Provenzano, tutte ben conservate dal suo defunto padre. Addirittura parla anche Riina, che in carcere non aveva mai detto una parola sola in ben quindici anni, e che adesso svela le trame nascoste dietro le trattive fra Carabinieri del Ros, i Servizi Segreti, Ciancimino padre e Provenzano, rivendicando la fondamentale complicità dello Stato nell'attuazione delle stragi. ("L'ammazzarono loro") 3) La progressiva crescita dello scandalo Puttanopoli, di cui ogni giorno vengono svelate notizie inedite e che, se come effficacia è notevolmente inferiore a quello del 92, sta sicuramente scuotendo i consensi di Re Nano I. 4) L'imminente arrivo a sentenza del processo Dell'Utri (condannato finora in primo grado per associazione mafiosa, fra poco si concluderà l'appello) e del processo Mondadori, per confermare o meno la condanna di risarcimento alla Fininvest, che dovrà restituire 1 miliardo di euro a De Benedetti per il furto della Mondadori grazie alla corruzione del giudice Metta ad opera di Previti & co.
Signori miei, il vento sta cambiando. Siamo ormai vicini a Viale dei Giardini, stiamo per ripartire dal Via!, ma questa volta dobbiamo spezzare il cerchio. Se veramente Silvio cadrà, eliminato dai suoi stessi creatori, se comincerà la proclamazione di Lombardo a imperatore del Regno due Sicilie e del Regno di Sardegna, noi avremo il dovere di intervenire. Lo abbiamo come cittadini, per aggredire questo sistema nel suo momento più debole, quello della muta. La vecchia pelle infatti è troppo dura per essere scalfita, mentre quella nuova è vulnerabile solo inizialmente. Presto consoliderà e allora sarà troppo tardi. Chi fosse interessato mi contatti, cominci a muoversi. Abbonatevi a "Il fatto", il nuovo giornale (www.antefatto.it), seguite Passaparola in diretta ogni lunedi alle 14:00 su www.beppegrillo.it, interessatevi alle notizie di questa nuova e sconvolgente vicenda. Fatelo! Smettiamola di ignorare la nostra realtà, cominciamo ad agire!
"Domani ci saranno i funerali, voi non andateci. Lasciamolo solo! E diciamolo una volta per tutte che noi Siciliani la Mafia la vogliamo..ma non perchè ci fa paura.. perchè ci da sicurezza, perchè ci identifica, perchè ci piace. Noi siamo la Mafia! E tu Peppino non sei stato altro che un povero illuso, tu sei stato un ingenuo, sei stato un nuddu ammiscatu cu neinti!" (Tratto dal discorso finale di Radio Aut)
Peppino è vivo, e lotta in mezzo a noi. Noi non ce lo siamo scordati di Peppino. O no?
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