sabato 3 ottobre 2009

Ora o mai più

Montecitorio, Parlamento Italiano, Due Ottobre Duemilanove
Sul tabellone luminoso brillano i numeri dell'ultima votazione: 522 presenti, 520 votanti, 2 astenuti. E fu cosi che passò lo scudo fiscale, con soli Venti voti di scarto.
Venti voti che hanno deciso non solo per il passaggio dell'ennesima legge-vergogna, ma che hanno letteralmente salvato il Governo dal crollo del voto di fiducia.
Venti voti che hanno confermato ancora una volta l'assenza, o ancora peggio, la complicità di un opposizione troppo assente, troppo permissiva, troppo complice.
Perchè ieri a Montecitorio mancavano Venticinque deputati del Partito Democratico, Sette dell'Unione di Centro, Uno dell'Italia dei Valori. Totale: Trentatrè voti che sarebbero andati contro lo scudo e quindi contro la fiducia posta dal Governo (ma ne siamo poi tanto sicuri?).
Se i calcoli ,in questo Paese di illegali disastri e clamorosi autogoal, continuano ancora a funzionare, Trentatrè è maggiore di Venti, di ben Tredici punti, più che sufficenti per asfaltare una volta per tutte il governo di Al tappone proprio nel momento migliore.
E invece niente, i Signori deputati non si sono presentati, e nel delirio generale del PDL che cerca i suoi Cinquantasei assenti (!) per ricondurli, volenti o nolenti, all'ovile, nel Paese si leva una voce: perchè??
Perchè lo fanno??
La verità è una e una sola, chiara ed evidente a chiunque sia ancora in possesso delle sue facoltà mentali e razionali: al PD lo scudo, e anche questo Governo, convengono. E non si tratta di ipotesi o di illazioni nevrotiche, ma di realtà dei fatti: se il programma del PD è praticamente lo stesso di quello del PDL, CHE OPPOSIZIONE CI DEVE ESSERE?? Se sono d'accordo su tutto praticamente, come fanno a opporsi a proposte che loro stessi hanno inserito nel rispettivo programma?
È ovvio che non possono, sarebbe ridicolo e oltretutto controproducente.
Infatti il PD ha le sue buone (!) ragioni per sperare che il Governo non cada mai.
In primo luogo perchè esso sopravvive grazie a questo governo: tutto ciò che fanno i suoi deputati è andare in Parlamento a non fare niente (magari imbottiti di Coca, come hanno dimostrato Le Iene), tanto a fare le leggi che volevano farsi loro ci pensa il PDL. Quale può essere il lavoro di un senatore del PD?? Si sveglia tardi la mattina, ogni tanto rilascia qualche dichiarazione ai giornali, partecipa a trasmissioni televisive, recita il suo copione per quei cinque minuti e poi torna a casa, gongolando per l'immeritato ed esagerato stipendio, nonchè per la mancanza totale di responsabilità istituzionali. Se governassero loro infatti, prima di tutto dovrebbero lavorare (anche se negativamente dovrebbero farlo), poi dovrebbero tener testa all'opposizione dei Berluscones (che invece sanno opporsi con forza per il puro gusto di fare ostruzionismo) e sopratutto dovrebbero rendere conto delle leggi emanate, con il rischio di venire linciati dai propri stessi elettori.
Che bella vita che fa un senatore del PDmenoelle, guadagna migliaia di euro senza muovere un dito, scarica tutte le responsabilità delle leggi vergogna sul PDL e intanto se ne gode gli effetti, e fa pure la figura di quello onesto, "unica alternativa" ai suoi colleghi-amici-complici del PDL.
Ora però la gente si è stufata, troppe balle e troppe mancanze.
La fine del PD è vicina, cosi come lo è anche quella dei Berluscones e di tutta la combriccola da loro guidata e sostenuta; il futuro è nostro.
Domani, Quattro Ottobre Duemilanove, nascerà un Movimento di persone, in cui ogni persona avrà un peso, senza capibastone, mandamenti, sezioni, strutture provinciali, regionali, tessere, correnti. Sarà presentato il programma del Movimento in 7 punti: Energia, Salute,Trasporti, Economia, Informazione, Istruzione e Stato e cittadini.
E quando ci saranno le prossime elezioni, lentamente i Veri Italiani saliremo a galla, e ci riprenderemo ciò che ci spetta da sempre per diritto di nascita: il nostro Paese.

3 commenti:

  1. Corrado Paternò Castello4 ottobre 2009 alle ore 12:04

    sono d'accordo con te nella misura in cui gli stipendi di coloro che gestiscono la politica devono essere drasticamente abbassati.
    Infatti la politica non è un lavoro, o almeno non dovrebbe esserlo, ma una passione.
    I soldi dettano legge in questa società e così diventare politico fa gola a molti, per guadagnare tanto e fare praticamente nulla, con tanto di portaborse in nero come scopino.
    Immagina se avessero stipendi da duemila o tremila euro al mese... non fare più gola a molti, e chi ha la passione sceglierebbe la strada della politica, ma solo lui. Non un branco di lupi bastardi.

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  2. manca il senso di responsabilità

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  3. hai ragione, infatti grillo ha nei punti del programma l'allineamento degli stipendi dei politici alla media nazionale..

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