venerdì 24 luglio 2009

Povero Cicerone

Salve a tutti, oggi voglio fare un po' il nostalgico, prendendo in mano una vecchia copia del corriere della sera ho visto un articolo assurdo, e non ho potuto fare a meno di scriverci sopra.
L'articolo è di Sergio Sciacca ed è del 27/06/09, e commenta la versione di maturità da lui stesso tradotta (!!) nella stessa pagina. La versione in questione è un brano di Cicerone (De officiis,I,88-89) che essenzialmente descrive la cosdietta virtus ciceroniana,che altro non è se non la beneficentia, ovvero l'agire secondo il bene dello Stato. In questo passo analizzato Cicero si sofferma a parlare della moderazione,intesa da lui come virtù suprema, e in questo caso applicata nell'ambito giudiziario. CHIARAMENTE Cicerone viveva in un contesto sanguinario, fatto di lotte fratricide, guerre civili perenni, e dunque è assolutamente normale che esortasse i giudici a non aumentare quell'inutile scorrere di sangue,auspicando da essi la "clementia", virtus di Sallustiana memoria.
Il nostro Sergio Sciacca,poverino, evidentemente si è scordato di tutte queste cose, perchè nel suo commento titola "Anche Cicerone criticava le <>." Vi rendete conto che già il titolo è di per se politicamente orientato e fa già venire da vomitare. Leggendo l'articolo è ancora peggio: "sempre toghe politicamente orientate erano", "Cicerone, frequentatore di ragazzine per amor delle queali sbolognò (complimenti per il francese, ndr) da casa la vecchia moglie" (???) " Non colpire uno spietatamente perchè ci sta antipatico e assolvere l'altro perchè è del nostro partito (cosa che accadde quando si discusse di Catilina) ma mirare al superiore vantaggio dello Stato e quando questo non è in gioco, perdonare e mantenersi equidistante" (????). Mi fermo un secondo per analizzare queste frasi, poi proseguo.
1) A roma non esistevano "orientamenti politici". A roma c'erano quelli appoggiati dal popolo e quelli appoggiati dagli aristocratici. E i giudici erano comunque esclusi da entrambe le categorie, tant'è che il sistema giudiziario romano è uno dei più perfetti mai elaborati.
2) Qui Sciacca esagera. Velatamente è ovvio che allude allo zio silvio e alle sue frequentazioni con MINORENNI, cosi il lettore pensa "beh, se lo faceva Cicerone, perchè dobbiamo criticare Berlusconi??"
IN PRIMO LUOGO, delle frequentazioni di cicerone io non ho trovato traccia alcuna.
IN SECONDO LUOGO, anche se ci fossero state, non fu per questo motivo che cicerone "sbolognò di casa la moglie" (notare il classico linguaggio giornalistico, sbolognare, mah) perchè a Roma era usanza comune che anche i ragazzini avessero frequentazioni con uomini più grandi e nesssuno si scandalizzava. Ai nostri giorni ovviamente è una cosa assurda ed è per questo che si critica tanto berlusconi in merito a questo argomento.
3) La questione del "mi stai antipatico ti condanno, mi sei amico ti assolvo" fa veramente ridere. Cicerone alludeva chiaramente ai vari processi che si svolgevano spesso contro i Veterani, i quali se la cavavano a buon mercato, mentre per le stesse accuse altri Romani venivano frustati (pena fra l'altro normale per l'epoca). Tanto di cappello per il coraggio nel parlare di Catilina, che secondo il nostro Sciacca è stato assolto, mentre invece è stato condannato proprio dallo stesso Cicerone, e non perchè gli stava antipatico, ma perchè Catilina aveva organizzato una congiura, un COLPO DI STATO, e scusate se è poco. Per quanto riguarda la questione del "perdonare e mantenersi equidistante" francamente non ha senso da nessun punto di vista, se non per il fatto che vuole comunicarci " alla fine se tizio non ha danneggiato lo stato, però ha corrotto dei giudici per avere la Mondadori ad esempio, lo possiamo perdonare e mantenerci equidistanti"
Andiamo avanti!
"Il vero saggio,dice nel resto del libro sui doveri, è quello che sa sorrideree anzi mette delle barzellette (?????????) nelle sue parole: elegans, urbanum,ingeniosum, facetum (forse crede di infinocchiare meglio la gente con un pò di latino, ndr), ai quali caratteri forse si è ispirato qualche nostro statista per stemperare la tensione nelle riunioni importanti."
Ora io mi rivolgo direttamente a Cicerone: Cicerone, perdonalo perchè non sa quello che dice.
Ora a Sciacca: Ora, ma a dire che Berlusconi si è ispirato al metodo del de officiis, che praticamente tu hai ridotto a un corso per barzellettieri, non ti vergogni almeno un pò??
Non ti sembra esagerato fare tutte queste allusioni e tutti questi paragoni con Berlusconi quando parli di una figura eccezionale come quella di Cicerone???
Rispondo io: evidentemente no, infatti dopo hai scritto di peggio!
Vediamo: " questa versione (...) sembra scitta apposta per arruolare anche Cicerone nella maggioranza e mietere consensi nelle vaste praterie della storia dove accanto ai minacciosi e insofferenti legislatori, ci sono sempre stati governanti e bon vivants." "Arruolare anche Cicerone" Cosa sei diventato Sciacca, un sergente reclutatore??? "Mietere consensi nelle vaste praterie della storia". Nelle vaste praterie, Sciacca, mietici il grano per cortesia, perchè hai già insultato abbastanza Cicerone, non mettere in mezzo anche la Storia adesso (ah, affinchè tu lo sappia,Storia, si scrive maiuscolo). Poi, quando parli di "minacciosi e insofferenti legislatori", sappi che stai parlando dei padri fondatori della democrazia,digente come il grande Caronda, come Solone, come Giustiniano, come Cicerone stesso. Quando invece parli dei "governanti accomodanti e bon vivants", ti riferisci forse a gente del calibro di Luigi XVI? Molto accomodante lui (non si accorse che stava per scoppiare la rivoluzione in Francia), e sua moglie grandissima bon vivants ( "Maestà il popolo ha fame, manca il pane”. “Dategli le brioches!").
Concludiamo in bellezza: " Cicerone contro i giudici combatteva ogni giorno e spesso riusciva a metterli nel sacco"
1) Cicerone contro i giudici non ci combattè affatto ogni giorno! Nella sua lunga carriera egli fu avvocato per breve tempo, poichè fu insignito di numerose cariche politiche, finì anche in esilio, poi occupò moltissimo tempo scrivendo il suo corpus di opere e dopo la morte della figlia si dedicò solo alla filosofia. Tutte queste battaglie giudiziarie che lo perseguitarono ogni giorno della sua vita io non le vedo.
2) E non metteva nel sacco nessuno. Cicerone al massimo metteva nel sacco gli avversari,non si sarebbe mai sognato di "fregare" un giudice. Ma questo tu Sciacca non puoi saperlo, perchè sei talmente assuefatto dal presente che non hai più memoria del passato, e cosi lo trasfiguri a modo tuo.
"Scrisse il suo discorso più bello, un classico della letteratura latina, quella volta che il cliente da lui difeso aveva torto marcio(avevamanomesso i registri per godere di un diritto che non gli spettava): ma a giudicare il processo era lo stesso fratello di Cicerone. Che ovviamente nella toga non aveva nulla di rosso."
Scusa, ma di quale discorso stai parlando? Io non vedo una citazione,nè un riferimento, ma solo una vaga indicazione dell'argomento ("quella volta che", come se stesse dicendo: " ti ricordi quella volta che siamo andati allo stadio e..(etc) ") fra l'altro lasciato per aria perchè non ci dici nè cosa disse cicerone nè come finì il processo (se esistette un processo del genere).
Complimenti vivissimi per il giornalismo serio e attento, dopo questo articolo sono ancora più convinto che Il Corriere della Sera sia, al momento, un giornale obnubilato dal suo padrone, e dunque inaffidabile.

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