Tutti hanno una storia. Chi brutta, chi bella. Chi lunga, chi breve. Chi strappalacrime, chi allegra.
Ognuno di noi, almeno una volta nella vita, ha avuto qualcosa da raccontare. Ognuno di noi, almeno una volta al giorno, ha provato un'emozione da raccontare. Non importa a chi, non importa come.
O forse sì. Forse sì, perché non è facile raccontare un'emozione. E perché non è facile trovare qualcuno a cui raccontarla.
Oggi vi racconterò la mia storia. Non vi aspettate chissà che cosa. In fondo è solo un diario di emozioni, pensieri e sentimenti. Oppure sì, aspettatevi una grande storia. Poiché ogni storia che parli di emozioni, pensieri e sentimenti è degna di essere raccontata, ma soprattutto letta. In fondo noi questo siamo, libri. Alcune pagine sono già piene, altre sono ancora da scrivere. Alcuni di noi sono libri aperti, offerti alla lettura di tutti. Altri sono libri chiusi, che si prestano alla lettura di pochi prescelti. O forse no. Forse siamo noi che li scegliamo.
Le pagine di alcuni di noi sono più oscure, la scrittura è poco chiara. La storia di questi è poco leggibile, anche per coloro che l'hanno scritta. Chi scrive questo tipo di storie si ritrova a vagare senza meta su questo mondo, cercando a sua volta di decifrare le scritture degli altri libri.
Non solo gli uomini sono libri. Ogni cosa è un libro. Ogni cosa è una storia. Ogni animale, ogni albero, ogni pietra, ogni granello di sabbia è una storia. Sì, proprio così. Anche la sabbia e le pietre. Anche l'acqua e aria. Soprattutto l'acqua e l'aria, la sabbia e le pietre. Non siamo polvere, ma polvere torneremo. E in quella polvere sopravviveremo per sempre. E quella polvere non sarà solo la nostra storia. Quella polvere che una volta era stato il nostro corpo vedrà i mari e i monti, i venti e le stagioni. Vedrà il fuoco e vedrà altra polvere. Vedrà l'acqua e vedrà altre pietre.
Ma questo non sarà un racconto di sabbia e di pietre, di polvere e di acqua, di aria e di fuoco.
PS: Con questo scritto si inaugura la sezione culturale del blog
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